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“Dalla Guardia del Turco al luogo, dove si deve fare la forza del Passerino ci sono miglia, e due terzi. E già un’altra volta s’è trattato, e risoluto farsi la detta forza, la quale cosi serva per difesa dell’isola, e delli due porti, quanto per i segnali della rispondenza. E perciò non occorre trattare qui da farsi la torre, poichè invece della torre s’hà à fare la forza, o castello sopradetto.” Cosi, Camillo Camilliani, ingegnere fiorentino, incaricato da Carlo V descrive la situazione dell’isola allora chiamata del Passerino nella sua escursione per il potenziamento delle fortificazioni e torri dell’isola fra la fine del 1583 e l’inizio del 1584. |
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Il Castello Sebastiano Burgaretta
I segni dell’uomo Isola di Capo Passero Ente Fauna Siciliana ediprint 1989 Scrive che: Giuseppe Agnello ha lasciato scritto che s’ignora se l’isola di Capo Passero, <<come sembra probabile, abbia accolto opere difensive nell’età classica>>, aggingendo che <<quasi certamente esistette, nell’alto medioevo, una torre alla quale venne affidato un compito segnaletico>>.La città di Noto si trovò nella necessità di dover provvedere alla fortificazione dell’isola, che, come si è detto, ricadeva sotto il suo dominio. L’incombenza era dovuta al pericolo costituito dalle frequenti incursioni barbaresche sulle coste meridionali della Sicilia. Solamente sotto il regno di Carlo V fu eretta, al posto della torre d’ispezione preesistente, una fortificazione difensiva sull’isola di Capo Passero. Contro la nuova costruzione fortificata si accanì più volte il celebre pirata Dragut, che , nel 1526, la distrusse, riducendola a un cumulo di rovine. |
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Foto Bruno Ragonese |
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